Godzilla – (2014)

Lo staff di TotiVbCode vi consiglia di scaricare il nuovo Godzilla.

Godzilla (2014)

A Tokyo un segnale elettromagnetico ignoto causa scosse sismiche su vasta scala, compromettendo il funzionamento di una centrale nucleare. Nell’incidente Joe Brody perde la moglie e non si darà pace fino a che non avrà scoperto le ragioni del disastro, nascoste dalle versioni ufficiali. Quindici anni dopo la sua ricerca porterà alla verità, alla più incredibile e distruttiva delle verità.
Uno dei casi più clamorosi in tempi recenti di divaricazione tra aspettative e resa finale, il Godzilla di Gareth Edwards spazza via, come solo la coda del lucertolone è in grado di fare, il ricordo di innumerevoli tentativi malriusciti di riportare sullo schermo il dinosauro di Honda Ishiro. Da molti kaiju eiga scaduti nel trash al Godzilla di Emmerich del 1998, ibrido tra Jurassic Parke un disaster movie, il cui ricordo è cancellato dalla nuova versione sotto ogni aspetto. Sotto il profilo contenutistico, grazie a un plot più articolato e vicino allo spirito originario della saga, con le radiazioni nucleari al centro della questione, insieme al ruolo della razza umana nell’equilibrio naturale del mondo. E sotto il profilo dell’azione pura, dal momento che Edwards concentra in un lasso relativamente breve ma assai intenso i money shots che vedono Godzilla (o Gojira) alle prese con i mostri M.U.T.O. (Organismi Terrestri Massivi Non Identificati), regalando sequenze di pura magnificenza 3D (ancor più incredibile, visto che il film non è stato girato direttamente in 3D) e gestendo al meglio la presenza scenica delle creature. Da questo punto di vista, per quanto paradossale possa sembrare, Edwards mostra di avere sviluppato un feeling superiore con i mostri (Monsters recita peraltro il titolo del suo lavoro precedente) che con gli umani. Dove questi ultimi, ad eccezione di Bryan Cranston, sono caratterizzati da un’inespressività dovuta a limiti invalicabili (Taylor-Johnson, Olsen) o a svogliatezza (Watanabe, Hawkins, Strathairn), la morfologia e perfino la personalità dei mostri è gestita alla perfezione in ogni frame.
Campi lunghissimi e primi piani, incursioni improvvise nell’inquadratura che sfruttano costantemente gli spazi messi a disposizione da una San Francisco trasformata in arena (e fotografata da Seamus McGarvey con gli stessi toni grigi utilizzati in The Avengers); fino a una temeraria soggettiva di Godzilla che scruta gli eroici, minuscoli e folli paracadutisti mentre si gettano nella mischia per disinnescare l’ordigno nucleare. Una sequenza, quest’ultima, avvolta in un nero pece che non lascia scampo e sottolineata dalle musiche di Ligeti (o meglio, da quelle musiche di Ligeti, la stessa “Atmospheres” di 2001: Odissea nello spazio) che sarebbe di per sé una testimonianza sufficiente tanto delle qualità di Edwards che della sua spavalda ambizione.
Remake in genere significa necessità, condizionata dall’avvento di un upgrade tecnologico e forse dal fatto che tutto è già stato raccontato. Eroi e villain delle infanzie di generazioni ritornano così, incessantemente, in un loop che sembra non avere fine, alimentato da Cgi e 3D. Ma Gareth Edwards ridà vita a Godzillain un remake intelligente, oltre che astuto. Che riesce a sussumere il doppio ruolo di blockbuster perfetto ed enigmatico oggetto di studio, soddisfacendo il divoratore di pop corn e insieme il cinefilo, coccolato da una successione di citazioni irresistibili. Rivivono schegge di Incontri ravvicinati del terzo tipo – un Bryan Cranston visionario e irriducibile – di Alien – la sequenza nelle Filippine e la progenie dei M.U.T.O. – o de Lo squalo, in uno dei molti momenti thrilling, quando Gojira arriva sulla spiaggia di Honolulu, generando uno tsunami immane. Ma soprattutto emerge una riflessione non banale sul ruolo dell’uomo nella scala evolutiva, che vede in Gojira un correttore darwiniano più che un distruttore, un gigantesco sistema immunitario a cui la Terra fa ricorso quando non esistono altri modi per ristabilire l’equilibrio.
Vicino quasi ai dinosauri di Malick, o al Totoro di Miyazaki, in un ruolo inedito di custode delle imperscrutabili leggi della natura. Compiendo in fondo il discorso originario di Honda Ishiro, e del terrore post-atomico giapponese, proprio di chi aveva toccato con mano l’apocalisse auto-inflitta dalla specie umana. Un discorso drammaticamente tornato di attualità negli ultimi anni, che ribadisce ancora una volta l’inadeguatezza e lo sperpero del libero arbitrio di un’umanità gretta e incauta, a cui forse solo Godzilla può porre rimedio.

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